IL MEDICO SPORTIVO E DI GARA
 
IL MEDICO SPORTIVO
IL MEDICO DI GARA
 

- GENERALITA'
- CONTENUTO DELLA BORSA MEDICA PER L'ASSISTENZA GARA
- LE DIVERSE PROBLEMATICHE IN FUNZIONE DEL TIPO DI SPORT


IL MEDICO SPORTIVO

Il medico sportivo è la persona che si occupa della salute di tutti coloro che praticano sport.
Le sue competenze sono numerose, dalla alimentazione alla traumatologia, dalle metodiche di allenamento alla prevenzione; il suo aiuto è spesso prezioso per risolvere i dubbi, le curiosità ed i problemi che compaiono durante la pratica dell’attività sportiva.

Uno dei compiti più importanti del medico sportivo è quello dell’accertamento dello stato di salute dei partecipanti alle competizioni: prima di intraprendere un’attività sportiva, ognuno deve controllare il proprio stato di salute. Per partecipare a competizioni ufficiali, è indispensabile effettuare la visita per il rilascio del “Certificato di idoneità agonistica” (D.M. 18/02/82), mentre prima di intraprendere un’attività sportiva anche saltuaria o a carattere ginnico-ludico, è consigliabile ed in alcuni casi obbligatorio sottoporsi alla visita per il rilascio del “Certificato di stato di buona salute” (D.M. 28/02/83). Quest’ultimo certificato è rilasciabile da tutti i medici, mentre quello di idoneità agonistica può essere rilasciato soltanto da un medico Specialista in Medicina dello Sport. Tutti questi certificati hanno validità di un anno.
La scuola di specializzazione in Medicina dello Sport dura 4 anni, nel corso dei quali i medici specializzandi effettuano un tirocinio a 360° in tutte le branche della Medicina applicata allo sport ed imparano a valutare tutte le modificazioni che avvengono nell’organismo umano in seguito agli allenamenti ed alla partecipazione alle competizioni.
Nel corso delle visite il medico sportivo controlla accuratamente gli atleti, ricerca eventuali particolarità fisiche, difetti di crescita o di sviluppo dei ragazzi, alterazioni strutturali; inoltre viene messo a conoscenza di eventuali patologie da cui è affetto il soggetto, nonchè di particolari terapie assunte: in tutti i casi saprà consigliare lo sport più indicato per ogni problema fisico o per ogni patologia, insieme ai corretti tempi di allenamento e di recupero, affinchè l’attività fisica sia sempre di piacere e di incentivo e mai di danno per le persone.
Se nel corso della visita e degli esami strumentali a cui viene sottoposto lo sportivo (elettrocardiogramma, spirometria, esame urine, ecc.), vengono riscontrate anomalie, il medico sportivo chiederà ulteriori approfondimenti (esami strumentali e visite specialistiche), per accertare eventuali patologie che possano ostacolare l’attività sportiva, o che possano peggiorare o addirittura diventare pericolose nel corso dell’attività stessa.

La prevenzione degli infortuni è un altro importante compito del medico sportivo: ad esempio, l’osservazione di un cattivo appoggio della pianta del piede, in caso di piede piatto o di piede cavo, porterà a consigliare l’utilizzo di plantari o di solette adeguati alla correzione del difetto; oppure l’evidenza di una dismetria degli arti inferiori, ossia di una gamba più lunga dell’altra, porterà a studiare un diverso tipo di appoggio per i due piedi, per far sì che l’attività sportiva sia svolta correttamente; il riscontro di problemi ortopedici indirizzerà la scelta dello sport verso un’attività più consona alla patologia, meno traumatizzante per la parte più debole.
In alcuni sport l’utilizzo di protezioni è obbligatorio, in altri è ormai entrato nell’uso comune; il medico sportivo può consigliare le più appropriate a seconda della struttura fisica dell’atleta e di eventuali infortuni patiti in precedenza, considerando lo sport praticato ed il tipo di terreno su cui si svolge l’attività.

Accanto alle competenze ortopediche, sono fondamentali quelle traumatologiche: nel corso degli allenamenti e delle competizioni, gli sportivi subiscono infortuni di ogni tipo, dalle contusioni alle lesioni muscolari, dai traumatismi osteo-articolari ai pericolosi traumi cranici.
Dopo aver soccorso l’infortunato e fornito le prime cure, il medico sportivo ha due compiti: decidere se l’atleta può continuare il gioco ed evitare l’aggravarsi della lesione. Il primo punto è spesso controverso: bisogna tenere conto di molti fattori, come il tipo e la sede dell’infortunio, le condizioni generali dell’atleta, il terreno di gioco, ecc.; particolare attenzione va posta nel caso che il trauma abbia coinvolto il volto o il capo: ogniqualvolta un giocatore subisca un colpo alla testa, anche non particolarmente forte, bisogna controllare, subito dopo il trauma ed alla fine della partita, alcuni sintomi che ci possono facilmente indicare l’eventuale gravità delle condizioni: la riduzione dello stato di coscienza o del grado di collaborazione, il disorientamento nello spazio e nel tempo, l’amnesia riguardante il trauma, il vomito, l’alterazione delle risposte motorie degli arti, le pupille di diametro diverso, i movimenti oculari non coniugati o un deficit visivo, l’asimmetria della bocca. La comparsa anche di uno solo di questi sintomi obbliga all’immediato trasporto in un Pronto Soccorso. E’ inoltre possibile la comparsa tardiva di una sintomatologia dopo un trauma cranico, anche dopo diverse ore: anche in questo caso è indispensabile il Pronto Soccorso.
Inoltre, in molti casi, è indispensabile che il medico sportivo attui tutti gli accorgimenti possibili per impedire l’aggravamento della lesione. Mentre in alcuni casi l’entità del problema è evidente, come nel caso di una frattura o di un’ampia ferita cutanea, in altri casi è indispensabile che l’esperienza del medico sportivo sia messa al servizio dall’atleta.
Ad esempio, tutti gli infortuni muscolari peggiorano se si continua la competizione: la lesione tende ad allargarsi, viene favorito il versamento all’interno del muscolo, aumenta il dolore e come conseguenza si dilatano i tempi di guarigione e di recupero: pertanto un atleta che abbia subito un infortunio muscolare dovrebbe essere sempre fermato.
Un secondo esempio riguarda le lussazioni: le più frequenti riguardano la spalla e le dita della mano. Esiste spesso la tentazione di tentare la riduzione della lussazione per permettere all’infortunato di riprendere la gara: questo non deve mai essere fatto; la lussazione va ridotta in ospedale dopo aver fatto le radiografie del caso.

Un’altra competenza del medico sportivo è quella di seguire il recupero di un atleta infortunato, affiancando il fisioterapista ed il preparatore atletico, per decidere il momento della ripresa, degli allenamenti prima e delle competizioni poi.
Dopo qualsiasi infortunio, che abbia comportato o meno un intervento chirurgico, è importante effettuare una riabilitazione corretta: il periodo di riposo deve essere adeguato; l’eventuale terapia farmacologica, antidolorifica e antiinfiammatoria deve essere assunta correttamente; le terapie fisiche, ultrasuoni o ionoforesi, laserterapia o onde d’urto, sono in molti casi di aiuto; la ginnastica passiva, con fisioterapista o con elettrostimolatore, precede quasi sempre l’inizio degli esercizi attivi, dapprima con un arco di movimento bloccato e con carico ridotto, poi sempre più ampi e più pesanti. Alla ripresa degli allenamenti, può essere indicato l’utilizzo di particolari accorgimenti di protezione, come sostegni meccanici, (ginocchiere, cavigliere, ecc) oppure bendaggi funzionali: questi accorgimenti permettono di ridurre il carico sulle strutture lesionate e limitano alcuni movimenti che potrebbero provocare recidive dell’infortunio.

Non è solo l’apparato muscolo scheletrico ad essere oggetto di studio da parte del medico sportivo: l’attività fisica coinvolge tutti gli apparati ed i sistemi del nostro organismo, i quali subiscono modificazioni ed adattamenti tipici, in risposta alle sollecitazioni imposte da determinati sforzi fisici. L’organo che tutti sanno viene sempre coinvolto è il cuore: il cosiddetto “cuore d’atleta” è un adattamento prodotto dall’allenamento di endurance, ossia di resistenza: consiste in un aumento di volume soprattutto del ventricolo sinistro, con una maggior quantità di sangue espulso ad ogni contrazione e tipicamente con una riduzione della frequenza cardiaca a riposo.
Molte delle modificazioni indotte dall’attività fisica continuativa possono essere sfruttate a vantaggio della salute dell’atleta: l’attività sportiva aerobica permette di sollecitare tutto il nostro organismo, dall’apparato respiratorio a quello urinario, dal sistema nervoso a quello endocrino, a mantenere uno stato di attività di buon livello, senza esasperazioni; l’attività anaerobica permette di controllare e migliorare patologie dell’apparato osteo-muscolare; entrambe è dimostrato che abbiano un effetto positivo su stress, ansia e depressione.
Esistono tre grandi patologie che traggono giovamento dall’attività fisica: l’ipertensione arteriosa, l’obesità e il diabete mellito non insulino-dipendente, di tipo II°: L’attività aerobica continuativa aiuta il controllo di queste patologie, anche se praticata a bassi ritmi eventualmente imposti dall’età o da patologie ortopediche: un’ora di esercizio aerobico tre volte alla settimana, praticata costantemente, oppure mezz’ora cinque volte alla settimana, provoca nel nostro organismo alcune modificazioni che risultano molto utili nel coadiuvare il controllo di queste patologie, ad esempio la riduzione della produzione del colesterolo LDL e l’aumento di quello HDL o il migliorato controllo della glicemia e della pressione arteriosa attraverso modificazioni dei recettori cellulari specifici: quindi il compito del medico sportivo è di consigliare a tutti coloro che presentano queste patologie, anche in fase iniziale, il giusto sport alla giusta intensità, scegliendo tra le attività aerobiche più classiche: dalla passeggiata alla corsa, dal nuoto al ciclismo, dalla semplice cyclette allo sci di fondo.

I test di valutazione funzionale quantificano l’insieme delle variazioni del funzionamento dell’organismo umano provocate dall’attività fisica. Sono state proposte centinaia di modalità per calcolare sia il valore teorico di uno sportivo, sia le sue possibilità di miglioramento, sia la distanza di gara ottimale per gli sport individuali, sia il miglioramento delle prestazioni dopo un ciclo di allenamenti.
Per la misura della forza, della potenza e del lavoro muscolare sono stati approntati dinamometri sempre più sofisticati; per lo studio delle caratteristiche muscolari, elastiche e biomeccaniche degli arti inferiori sono stati costruiti apparecchi con telecamere e fotocellule che calcolano i tempi di salto, di corsa, di appoggio dei piedi, controllando la correttezza dei salti e della corsa, scomponendo il movimento e proponendo le adeguate correzioni; per la valutazione delle caratteristiche aerobiche, esistono apparecchi leggeri e portatili che grazie alla telemetria trasmettono in tempo reale la frequenza cardiaca, la quantità di ossigeno consumata e la quantità di anidride carbonica prodotta nel corso dell’attività sportiva propria dell’atleta; per non incorrere nel rischio di sovrallenamento, nel corso o al termine degli allenamenti si possono dosare nel sangue capillare alcuni indici di affaticamento muscolare o dell’organismo.
Molti altri test sono invece meno sofisticati: necessitano solo di un cronometro, di un fischietto, di un cardiofrequenzimetro e di un campo sportivo, ma permettono in pochi minuti di avere una determinazione, meno precisa ma spesso ugualmente utile, delle caratteristiche di un atleta e delle sue potenzialità. In tutti i casi comunque la corretta esecuzione di queste valutazioni aiuta a preparare la giusta tabella di allenamento per il miglioramento delle prestazioni.

Le competenze di psicologia sono importanti soprattutto se il medico sportivo ha a che fare con il settore giovanile: l’attività motoria riveste una fondamentale importanza in età adolescenziale, ma non sempre viene proposta in modo corretto. Le motivazioni che spingono i ragazzi allo sport sono: acquisire e migliorare l’abilità e la competenza sportiva, il divertimento, il desiderio di competere, lo stare in squadra, l’amicizia, la forma fisica. Gli errori da evitare sono: le eccessive pressioni agonistiche, le metodologie didattiche inadeguate, l’esasperazione dei gesti tecnici: questi sono fattori che possono portare all’abbandono precoce e, fatto ancor più grave, possono creare danni nel processo di crescita dell’adolescente. Ovviamente anche nelle squadre composte da adulti possono esserci spazi di intervento da un punto di vista psicologico, sia negli sport di squadra che in quelli individuali. Pertanto compito del medico sportivo è cercare di capire più possibile sia i ragazzi che gli allenatori, controllare la qualità degli allenamenti e verificare l’armonia all’interno dei gruppi.

Le competenze riguardanti la nutrizione sono esposte in un altro capitolo; è importante che il medico sportivo educhi ragazzi e genitori sull’importanza della nutrizione: non esiste un alimento che possa far vincere una gara, ma ne esistono tanti che possono farla perdere; quindi è indispensabile una corretta alimentazione specialmente prima delle competizioni.

Anche le problematiche del doping sono esposte in un altro capitolo; il medico sportivo deve sempre vigilare sul corretto comportamento degli atleti, fornendo altresì le giuste informazioni su ciò che realmente è dannoso per la salute e di ciò che è effettivamente vietato.

I medici sportivi si sono associati ed hanno costituito da molti anni la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), anch’essa affiliata al CONI.
La finalità principale della FMSI è il perseguimento della tutela della salute degli atleti, attraverso la divulgazione di una cultura medico sportiva, la promozione e l’organizzazione di convegni scientifici e dibattiti o semplici serate di insegnamento, di approfondimento o di aggiornamento per tecnici, dirigenti, atleti, medici specializzandi.
I medici FMSI si impegnano altresì a prevenire e reprimere l’uso di sostanze e di metodi doping e comunque di procedure volte ad alterare artificiosamente le condizioni fisiologiche dell’atleta.
Quindi la Federazione Medico Sportiva incentiva l’educazione sanitaria della popolazione sportiva, insieme all’attività di propaganda per la formazione di una coscienza sportiva quale fattore di miglioramento fisico e morale della gioventù..
Gli altri compiti dei medici affiliati alla FMSI sono: svolgere i controlli antidoping; prestare i servizi di assistenza gara; effettuare le visite per il rilascio dei certificati di idoneità; eseguire i test di valutazione funzionale per gli atleti che lo richiedano.

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IL MEDICO DI GARA

GENERALITA’

Questa prima parte descrive ai colleghi le generalità dell’assistenza medica ad una manifestazione sportiva, elenca le cose cui dobbiamo preoccuparci, il materiale che dobbiamo portare con noi, i farmaci che possiamo utilizzare, i verbali che compiliamo; la seconda parte prende in considerazione le diverse problematiche che si possono incontrare nelle singole discipline.
Innanzi tutto, quando si arriva a prestare assistenza ad una manifestazione sportiva, bisogna andare a farsi riconoscere dagli organizzatori e dai giudici di gara, per decidere insieme la postazione più indicata per il servizio medico. In molti casi la struttura è dotata di un’infermeria, pertanto la base logistica è ovvia; in altri casi ci si può trovare nelle condizioni più eterogenee: su un prato (nel caso di una corsa campestre), in un parcheggio (nel caso di una gara di pattinaggio), in una piazza (nel caso di una gara podistica) e ci si deve organizzare con il buon senso.
Alcune volte è presente un’ambulanza, pertanto è prioritario controllare le dotazioni presenti sulla stessa ed il loro funzionamento, nonché stabilire con i militi le modalità di collegamento e di intervento; è utile scambiarsi i numeri di telefono cellulare e controllare il funzionamento di eventuali radioline ricetrasmittenti in dotazione. Bisogna decidere quale materiale (barella, borsa per medicazione) scaricare dall’ambulanza e portare in infermeria, o all’arrivo della gara. Prima che la manifestazione inizi deve essere chiaro a tutti l’ospedale di riferimento ed il percorso per raggiungerlo.
Se non è presente l’ambulanza e la manifestazione ha un gran numero di partecipanti, può essere utile allertare il 118, comunicando lo svolgimento della gara ed i suoi orari; se ci si trova in una zona che non si conosce bene, è utile confrontare le informazioni sugli ospedali e sulle strade per raggiungerli.
Durante lo svolgimento della gara, noi dobbiamo essere sempre rintracciabili molto facilmente, inoltre siamo indubbiamente responsabili del comportamento dei lettighieri dell’ambulanza, pertanto spetta a noi decidere il loro collocamento, eventualmente indirizzando le postazioni nei punti più pericolosi.
Dobbiamo considerare che noi siamo a disposizione dei partecipanti alla gara, ma nello stesso tempo possiamo essere chiamati a soccorrere un giudice, un allenatore, un accompagnatore o una persona del pubblico. Pertanto al termine della competizione dobbiamo pazientare qualche minuto ed aspettare il deflusso del pubblico.
Il materiale da portare deve tener conto delle esigenze di tutti. Elenco, al termine del capitolo, il contenuto delle borse che usiamo all’Istituto di Medicina dello Sport di Milano quando andiamo a prestare assistenza alle gare: dapprima sono elencati i farmaci, poi il materiale di medicazione e quello di rianimazione; bisogna sempre ricordarsi di portare materiale per medicazione e ghiaccio in quantità sufficiente, specialmente se non è presente un’ambulanza, che di solito ha una dotazione propria; è indispensabile il proprio ricettario.
Ricordiamoci che un’altra cosa fondamentale è l’acqua; ci possiamo trovare nelle condizioni di dover togliere del fango o altro materiale dalla pelle circostante una ferita, pertanto se non c’è un punto di erogazione di acqua corrente nei pressi della nostra postazione, dobbiamo organizzarci con delle bottiglie.
Inoltre bisogna stare attenti a non somministrare agli atleti dei farmaci considerati doping, come ad esempio cortisonici per via sistemica o diuretici, perché precluderebbe la loro partecipazione alla gara. Ciò ovviamente se le condizioni generali dell’atleta non richiedano un trattamento adeguato.
Un breve accenno sui farmaci considerati doping: innanzi tutto ripeto quello che è il nostro pensiero da sempre, ossia: il doping è vietato perché fa male. Dobbiamo stare attenti a diverse particolarità: gli stimolanti possono essere contenuti in piccole quantità in moltissimi farmaci, ad esempio negli spray nasali; tra il materiale contenuto nelle nostre borse è proibito l’Effortil.
Per i narcotici, il limite di demarcazione tra lecito e illecito è chiarissimo: gli antidolorifici minori, fino al tramadolo sono consentiti, buprenorfina, pentazocina e narcotici veri e propri sono vietati
Gli steroidi anabolizzanti ed i loro derivati più moderni (gonadotropina corionica, gonadotropine ipofisarie e di sintesi, corticotropine, ormone della crescita, fattore di crescita insulino-simile e tutti i rispettivi “fattori di rilascio” e loro analoghi), sono vietati senza eccezioni; dobbiamo stare attenti anche alla somministrazione dei beta 2 stimolanti, che sono considerati doping perché hanno anche un effetto anabolizzante, pertanto il loro uso è consentito solo per via locale in atleti con certificati problemi di insufficienza respiratoria indotta da esercizio fisico o a componente allergica.
Tutti i diuretici sono vietati così come tutti gli agenti con attività anti-estrogenica e gli agenti mascheranti, inoltre i prodotti che aumentano l’assorbimento, il trasporto o il rilascio di ossigeno. Alcool e cannabinoidi sono vietati in alcuni sport, così come i beta bloccanti nelle gare di tiro. I cortisonici e gli anestetici sono consentiti solo per via locale.
Nell’elenco dei farmaci contenuti nelle nostre borse sono evidenziati con un asterisco quelli considerati doping.
E’ buona regola rilasciare al paziente la certificazione di ciò che abbiamo somministrato, è altresì obbligatorio rilasciare il certificato quando abbiamo prescritto prodotti soggetti a restrizione d’uso, ad esempio unguenti contro le ustioni o pomate antiemorroidarie.

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CONTENUTO DELLA BORSA MEDICA PER L’ASSISTENZA GARA


FARMACI

BETAMETASONE, 4 mg, fiale*
BUTILSCOPOLAMINA, fiale
CITROSODINA, granulato
CLORAMFENICOLO+ IDROCORTISONE, pomata**
DIAZEPAM, compresse e fiale 10 mg
DICLOFENAC SODICO, spray e fiale
ETILEFRINA, fiale e gocce*
FEXOFENADINA, 120 mg. Compresse
FLUOCINOLONE ACETONIDE, lozione**
FOILLE, pomata**
IDROCORTISONE 500 mg, fiale*
KETOROLAC TRIMETAMINA, 30 mg, fiale
MAGNESIO IDROSSIDO+ALGELDRATO, compresse
METOCLOPRAMIDE, fiale
NIFEDIPINA 10 mg, compresse
NIMESULIDE 100 mg, granulato
NORAMIDOPIRINA, gocce e fiale
PRIDINOLO MESILATO, fiale
SALBUTAMOLO, spray **
TEOFILLINA, fiale
TETRIZOLINA CLORIDRATO, collirio,
TIOCOLCHIOSIDE, fiale e pomata
TRINITRINA, confetti
VERAPAMIL, 5 mg, fiale

*: farmaci considerati doping
**: farmaci soggetti a restrizione d’uso, permesso solo uso locale


MATERIALE PER MEDICAZIONE

ACQUA OSSIGENATA (1 flacone)
AFTERBITE (1 stick)
ABBASSALINGUA
BENDE DI COTONE (di varie misure)
BOMBOLETTA DI GHIACCIO CEROTTO (da 5 cm.)
CEROTTI MEDICATI (di varie misure)
CITROSIL INCOLORE COTONE IDROFILO
GARZA EMOSTATICA ORL GARZE STERILI (10 x 10)
KATOXIN
LACCIO EMOSTATICO SIRINGHE (di varie misure)
SOLUZIONE FISIOLOGICA (fiale)
STERYL STREEP (di varie misure)


MATERIALE PER RIANIMAZIONE

PALLONE AMBU MASCHERA PICCOLA, MEDIA E GRANDE
CANNULA OROFARINGEE 2, 3 E 4 DIVARICATORE


VARIE

GUANTI (di varie misure)
SFIGMOMANOMETRO FONENDOSCOPIO
PILA FORBICI RASOIO
PINZA COPERTA ISOTERMICA
KIT PER MEDICAZIONE

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LE DIVERSE PROBLEMATICHE IN FUNZIONE DEL TIPO DI SPORT

Iniziamo dall’atletica leggera, regina delle specialità. Nelle gare organizzate dalla FIDAL abbiamo a disposizione l’ambulanza. Se la gara si svolge su pista, i punti da tenere più controllati sono l’arrivo delle gare di corsa, dove ci possono essere dei collassi cardiocircolatori e la padana delle competizioni di salto e di salto con l’asta, dove si verificano la maggior parte dei traumatismi. Tra le gare di corsa, si verificano molte più cadute nelle gare ad ostacoli, soprattutto in prossimità dell’arrivo: si possono verificare semplici escoriazioni, ma a volte anche traumatismi maggiori, dalle lussazioni di spalla alle fratture di clavicola o di polso. Se la gara si svolge su un prato o in giro per un paese, con arrivo magari in una piazza, è indispensabile pattugliare tutti i punti, coordinando i soccorritori dell’ambulanza ed i giudici di gara; inoltre dobbiamo predisporre per tempo il punto più idoneo di soccorso, per medicazioni e fasciature, che di solito viene individuato in prossimità del traguardo e dell’ambulanza; le condizioni atmosferiche possono complicare o comunque ostacolare il nostro compito; in caso di giornata piovosa o particolarmente calda, è utile avere una postazione coperta, per cui non dobbiamo aver paura di insistere finché ce la mettono a disposizione. Nelle manifestazioni con un alto numero di partecipanti, come le maratone, ci sono diversi medici, che seguono scaglionati i concorrenti a bordo di ambulanze; alcuni poi si fermano al traguardo dopo l’arrivo dei primi atleti.
Nelle gare ciclistiche, il medico viene di solito posizionato su un’autovettura con autista messa a disposizione dagli organizzatori, che segue la macchina della giuria in fondo alla corsa; l’ambulanza è obbligatoria e di solito segue la nostra macchina. In caso di caduta, ovviamente il medico ed il personale dell’ambulanza scendono e prestano soccorso. La traumatologia è eterogenea ed è soprattutto a carico dell’arto superiore, in particolare della spalla. Anche in questo caso nelle manifestazioni più importanti ci sono diversi mezzi di soccorso, che seguono i diversi tronconi della gara.
Un altro sport individuale che si svolge all’aperto è il pattinaggio, su pista e su strada. In questo caso la stragrande maggioranza degli interventi riguarda le escoriazioni in seguito a cadute, per cui bisogna portare sempre una quantità maggiore di materiale di medicazione e di detersione della pelle. Una particolarità: nel momento in cui un concorrente viene toccato, da un giudice o da un medico per prestare soccorso, viene automaticamente tolto dalla classifica: pertanto attenzione a non eccedere nel nostro zelo.
Per quanto riguarda le gare di nuoto, nelle piscine c’è sempre un’infermeria dove fare base logistica; anche le gare di canottaggio si svolgono sempre in luoghi dotati di strutture adeguate.
Stesso discorso vale per altri sport, come la ginnastica o la scherma.
Nelle gare in mare aperto o di gran fondo, dobbiamo seguire la gara a bordo di imbarcazioni a motore; ricordo il numero 1530 per l’emergenza in mare.
Anche nei poligoni dove si svolgono gare di tiro, ci sono infermerie facilmente individuabili. Troveremo un’ambulanza solo in occasione di gare juniores e seniores di Giochi Sportivi Studenteschi e nelle gare di qualificazione e di finale di Coppa Italia e di Campionato Italiano.
Nel caso del tennis, l’originalità sta nel fatto che i tennisti del circuito ATP possono essere soccorsi solo dal loro fisioterapista ufficiale, che è presente sempre nei loro tornei. In caso di infortunio, durante la partita o il riscaldamento, tocca a lui scendere in campo e aiutare l’atleta; noi dobbiamo intervenire solo su sua richiesta. Nel tennis sono frequenti le riacutizzazioni di patologie croniche, dalle discopatie lombari alle epicondiliti, alle tendiniti di tutto l’arto superiore.
Nella maggior parte dei casi, dobbiamo rilasciare un certificato all’infortunato, che attesta il tipo di intervento che abbiamo compiuto e che può essere utilizzato a scopi assicurativi.
In alcuni casi ci sono dei moduli particolari da compilare o delle dichiarazioni aggiuntive o delle comunicazioni da fare alla federazione di appartenenza degli atleti. Ad esempio, sappiamo che c’è un modulo dell’ATP da compilare in caso di infortunio di un tennista professionista: tale modulo serve all’atleta sia come denuncia di infortunio, sia come dichiarazione per annullare senza penali gli impegni di partecipazione a tornei successivi. Se vi sono complicazioni con la lingua parlata dall’atleta, teniamo conto che esistono sempre degli interpreti o almeno degli accompagnatori, prima di scrivere delle inesattezze.
Un altro esempio riguarda la ginnastica: il medico di gara per regolamento deve avvisare prima possibile la federazione dell’infortunio occorso ad un suo tesserato; in ogni caso è molto probabile che troviamo un dirigente o un giudice che ce lo ricorda e che magari si prende direttamente l’incarico di trasmettere il nostro certificato in federazione.
In molti sport, soprattutto di squadra, il medico prima dell’inizio della gara deve redigere l’elenco dei farmaci soggetti a restrizione d’uso assunti dai giocatori nel corso della settimana precedente; inoltre al termine della gara deve comunicare ai giudici di gara l’eventuale infortunio di un atleta.
Negli sport di squadra, il medico di gara si trova ad interagire con le altre figure del servizio sanitario alle quali è concesso l’ingresso in campo vale a dire: il massaggiatore in panchina, gli eventuali collaboratori a bordo campo, i barellieri. Al collega della squadra avversaria è buona norma offrire la massima collaborazione e, a questo proposito, va ricordato che in caso di indisponibilità dello stesso, l’arbitro può consentire lo svolgimento della competizione solo dopo verifica della disponibilità di un medico a garantire l’assistenza a tutte e due le compagini.
L’accesso in campo è consentito solo ai tesserati elencati sulla distinta di gara e ciò vale ovviamente anche per il medico; in panchina vige l’obbligo di restare seduti: solo all’allenatore è concesso di stare in piedi all’interno della cosiddetta “area tecnica”; l’ingresso al rettangolo di gioco, per soccorrere un giocatore infortunato, è consentito solo dopo la chiamata dell’arbitro al quale spetta valutare la necessità dell’intervento dei sanitari . In genere entrano in campo il medico, il massaggiatore e i barellieri; dopo una prima valutazione il giocatore deve essere accompagnato a bordo campo per le cure del caso, rientrando in gioco, quando le condizioni lo consentono, solo dalle linee di fallo laterale previo cenno di assenso dell’arbitro.
Per il medico in panchina è importante seguire con attenzione lo svolgimento delle fasi di gioco, perché, in caso di infortunio, l’osservazione della meccanica dell’incidente può fornire utili indicazioni ai fini diagnostici, anche se l’elevata velocità delle azioni, caratteristica del gioco moderno, spesso rende difficile l’analisi di ciò che accade.
Negli infortuni più frequenti, il medico deve pervenire oltre che ad una diagnosi di massima, soprattutto una prognosi a breve termine; infatti, ciò che più importa nell’immediato, è chiarire se l’infortunato può continuare il suo impegno nella gara, in condizioni valide e senza aggravare la patologia. La valutazione si baserà, oltre che sulla già citata osservazione della dinamica d’incidente, soprattutto sul rilievo delle sensazioni soggettive dell’infortunato (dolorabilità spontanea, senso d’instabilità articolare, ecc.) che talvolta rappresentano l’unico elemento di valutazione in assenza di un’obbiettività evidente; ad esempio, nel caso delle lesioni muscolari da trauma indiretto, la cosa più importante è ascoltare l’atleta che racconta le modalità d’insorgenza del dolore e dell’impotenza funzionale, eventualmente associati a sensazioni di “puntura” o “strappo”, più che non ricercare i segni del dolore provocato e della contrattura peri-lesionale, più tardivi a comparire.
L’esame obbiettivo sul terreno di gioco deve essere necessariamente rapido e mirato, rilevando eventuali deformità anatomiche, tumefazioni, ecchimosi e ferite lacero-contuse, controllando quando è il caso la stabilità articolare.
L’intervento in campo si conclude o con la richiesta di sostituzione dell’atleta o con la messa in atto di quei provvedimenti che consentono allo stesso di proseguire la gara; il tutto nel più breve tempo possibile: nel calcio non esiste, a differenza di altri sport di squadra, la possibilità di sostituzione temporanea. L’applicazione del freddo mediante spray refrigerante rappresenta sicuramente il presidio più comunemente utilizzato in tutte le patologie traumatiche ma nella borsa di pronto intervento possono essere anche presenti: materiale da sutura (compresa una suturatrice meccanica monouso), fasce emostatiche, tamponi nasali, fiale di acido tranexamico, stecche modellabili per immobilizzazione nonché diversi tipi di bende autoadesive per il confezionamento di fasciature e bendaggi funzionali; L’applicazione di medicazioni e di bendaggi deve tenere conto che non è consentito il rientro in campo all’atleta che presenta medicazioni rigide e ingombranti che potrebbero recare nocumento agli altri giocatori; anche la presenza di ferite sanguinanti preclude la possibilità di continuare la gara; a tal proposito si è rivelato particolarmente efficace, nella realizzazione dei bendaggi emostatici, l’utilizzo di una spugna marina, debitamente sterilizzata, per la sua azione compressiva ed assorbente.
Nel rugby sono frequenti gli infortuni alle orecchie, soprattutto nelle mischie, pertanto alcuni giocatori hanno assunto l’abitudine di proteggerle con idonei bendaggi.
Negli sport motoristici, in caso di incidente e di richiesta di intervento del personale sanitario, il direttore di corsa ferma o rallenta vistosamente la gara per consentire l’ingresso in tutta sicurezza dei soccorsi sul tracciato di gara.
Un compito molto importante del medico di gara è di valutare la possibilità di riammettere alla competizione un pilota infortunato durante le prove: il medico deve essere presente nella direzione corsa per tutto il tempo delle gare e delle prove per quanto riguarda la velocità in circuito; deve informare il direttore di corsa delle condizioni dei piloti infortunati e preparare la lista dei piloti infortunati dichiarati non idonei, da spedire alla federazione nazionale o internazionale competente.
Tra i compiti del medico di gara, vi è quello di consigliare l’utilizzo di protezioni, soprattutto per il capo, anche in quegli sport, come ad esempio il ciclismo, dove non sono ancora obbligatorie, poiché possono rivelarsi estremamente utili in caso di caduta; un altro esempio può essere l’utilizzo di visiera e paradenti nell’hockey.

Per quanto riguarda gli eventi sportivi maggiori, sono stati individuati i parametri per la programmazione e la realizzazione di un’adeguata organizzazione sanitaria durante queste manifestazioni; questi parametri tengono conto di tre criteri fondamentali:
1. Grado di pericolosità dello sport (statistiche sulla traumatologia specifica, campo di gioco, numero degli atleti partecipanti, tipo di mezzi meccanici ed attrezzi utilizzati, possibilità di scontro fisico, età degli atleti, numero degli spettatori previsti).
2. Sicurezza di base ( possibile evenienza di gravi traumi, lesioni e/o situazioni patologiche anche nelle situazioni di minimo impegno agonistico e pericolosità, disponibilità di kit di pronto intervento, disponibilità certa di mezzi di comunicazione attivi).
3. Organizzazione Sanitaria Territoriale (dislocazione dell’impianto sportivo o sede della manifestazione, dislocazione e specialità de eccellenza degli ospedali vicini, dislocazione delle ambulanze sul territorio e loro disponibilità).

Per quanto riguarda gli aspetti medico-legali, si può considerare che la relazione con il paziente, per il medico di gara, può svolgersi spesso al di fuori di un rapporto tipicamente contrattuale e la responsabilità del predetto sanitario per il danno eventualmente cagionato da un suo errore diagnostico o terapeutico è di tipo extracontrattuale.
La diversa natura del rapporto medico-paziente, contrattuale o extracontrattuale, può riflettere la sua importanza in sede civile, ai fini del risarcimento del danno eventuale, nei riguardi anzitutto dell’istituto della prova.
Nel caso di responsabilità contrattuale (artt. 1176 e 2236 del codice civile), la colpa del medico viene presunta allorché si dimostri che vi è stata inadempienza o ritardo nell’esecuzione dell’opera (art. 1218 del cod. civ.). Al danneggiato spetterà l’obbligo di dimostrare il pregiudizio subito e il medico sarà obbligato al risarcimento, a meno che non provi che l’inadempienza o il ritardo siano stati determinati da altra causa non imputabile al proprio comportamento. In pratica, per essere esente da colpa, il medico dovrà dimostrare di essersi comportato con perizia diligenza e prudenza.
Nel caso si discuta in tema di responsabilità extracontrattuale, si richiede al danneggiato stesso la prova di un errore inescusabile da parte del sanitario e analogamente a quanto richiesto per la responsabilità in sede penale, al danneggiato compete in questi casi l’onere di provare sia il danno subito, sia la colpa del professionista.
Un obbligo di natura medico-legale è quello del referto, ovvero quell’atto obbligatorio con il quale ogni esercente una professione sanitaria comunica all’Autorità Giudiziaria quei casi in cui ha prestato la propria assistenza od opera e che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile d’Ufficio. Oltre a questo obbligo nei confronti dell’Amministrazione della giustizia e nell’interesse dello Stato, ve ne sono altri, di ordine giuridico-deontologico, connessi con lo svolgimento del nostro incarico (obbligo di certificare il vero, obbligo di mantenere il segreto professionale, obbligo di operare per la salute, ecc.) e che pertanto devono ovviamente essere seguiti anche quando andiamo a prestare assistenza ad una manifestazione sportiva.

Teniamo sempre conto che ci possiamo trovare in difficoltà a gestire un paziente se un allenatore, o peggio i genitori dell’infortunato, tendono a minimizzare l’accaduto, ad esempio in caso di una distorsione di caviglia o di una patologia muscolare. In ogni caso il nostro compito è di insistere nel consigliare il trattamento a nostro avviso più consono.
Per ultima ho voluto lasciare la considerazione più importante: nella maggior parte dei casi, se noi o l’ambulanza ci allontaniamo per trasportare una persona in ospedale, la competizione deve essere sospesa; in alcuni casi possiamo incontrare la resistenza degli organizzatori. Noi dobbiamo sempre salvaguardare gli interessi del nostro paziente, per cui nel momento in cui decidiamo che deve essere accompagnato in pronto soccorso, tutti devono pazientare fino al nostro ritorno. Ovviamente in alcuni casi può non essere indispensabile la nostra presenza sull’ambulanza, pertanto potremo cercare di reperirne una seconda e far riprendere la gara, se il regolamento lo consente.

In conclusione i compiti del medico di gara sono molteplici e non sono facili da riassumere: in ogni caso è importante conoscere tutte le possibili sfaccettature di questo lavoro, per non rischiare di trovarci impreparati di fronte all’imprevisto.

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